“Un insostituibile legame con le comunità, a garanzia della cornice di sicurezza entro cui si sviluppano le libertà dei cittadini”. Nel suo messaggio inviato per il 212° anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella unisce la festa della Benemerita alle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica. Un’unica storia di democrazia e fedeltà che a Lecce si è celebrata nel chiostro di Palazzo dei Celestini. L’ordine dei reparti schierati in armi riflette i diversi fronti d’impegno sul territorio salentino: il plotone in grande uniforme, i comandanti di stazione e le specialità operative, dai carabinieri forestali ai militari in tenuta da ordine pubblico, fino alla sezione rilievi tecnici, agli artificieri antisabotaggio e agli specialisti di NAS, NOE e ispettorato del lavoro. Difronte ai gonfaloni della provincia e dei comuni salentini schierati, assistono le massime autorità civili e religiose della provincia, i rappresentati delle istituzioni, i magistrati e una rappresentanza di studenti. Dai messaggi letti durante la cerimonia arriva la traccia per l’azione quotidiana dei militari. Il Capo dello Stato Mattarella sottolinea il valore strategico nelle missioni internazionali di pace e rende omaggio al sacrificio dei caduti, citando tra gli altri il maresciallo Carlo Legrottaglie. Un’eredità raccolta nell’ordine del giorno del comandante generale Salvatore Luongo, che traccia le linee sulle nuove minacce. Dal contrasto al crimine organizzato e digitale nei domini cyber, alla tutela di ambiente e salute, fino alla vicinanza ai cittadini. Un bilancio di legalità e prossimità raccolto sul territorio dal comandante provinciale di Lecce il colonnello Andrea Siazzu.
Subito dopo, la consegna delle ricompense, alternata agli intermezzi dell’orchestra di fiati del conservatorio “Tito Schipa”. Sette encomi semplici consegnati dalle autorità presenti. Per il salvataggio di vite umane, premiati il luogotenente Luca Russo, intervenuto a Matino per impedire un suicidio. I brigadieri Luigi Foscarini e Piergiorgio Conte con l’appuntato Giovanni Catamo, che a Tricase hanno rianimato un uomo in arresto cardiocircolatorio. E l’appuntato Gianluca Carluccio, che ha estratto un automobilista da un mezzo in fiamme. Sul fronte investigativo, i riconoscimenti vanno all’appuntato Umberto Protopapa per aver disarticolato un clan di narcotraffico armato a Maglie. Ai militari Giorgio Cosimo Garzia, Andrea Accogli e Antonio Lucio De Blasi per la cattura di un latitante a Taviano. E infine agli appuntati Marco De Pascalis, per un’indagine sul contrabbando di tecnologia militare, e Daniele Rausa, per la risoluzione di un omicidio in Sicilia.
Esempi che elogiano l’ininterrotto lavoro dei carabinieri, baluardo di stabilità per l’Italia intera. Un impegno d’eccellenza rafforzato quest’anno dai massimi riconoscimenti alla Bandiera di Guerra del Corpo. La Medaglia d’Oro al Valor Civile in Italia per il contrasto al caporalato e, all’estero, la massima onorificenza della Guardia Nazionale portoghese, primo storico tributo straniero a suggello di un solido prestigio internazionale.