È stato un bambino di otto anni ad accorgersi per primo che qualcosa non andava. Affacciandosi da casa, ha notato una giovane seduta sulla ringhiera di un balcone al quarto piano e ha subito avvisato il padre. Quella che inizialmente sembrava una situazione innocua si è rivelata invece un tentativo di suicidio sventato grazie agli occhi attenti di quel bambino, all’intervento di suo padre e poi di tutto il vicinato dei soccorritori. È accaduto domenica in piazzale Rudiae a Lecce.
Erano circa le 19 quando il piccolo, guardando fuori dalla finestra, ha notato per primo quella figura sospesa nel vuoto. Un dettaglio che, pochi minuti dopo, si sarebbe trasformato in un drammatico tentativo di suicidio. Il bimbo ha richiamato l’attenzione del padre, raccontandogli che una ragazza aveva le gambe fuori dal balcone di un appartamento al quarto piano. In un primo momento l’uomo non si è allarmato, pensando che si trattasse di una delle studentesse che abitano nel palazzo e che magari si fosse semplicemente appoggiata per fumare una sigaretta.
Affacciandosi meglio, però, ha compreso la gravità della situazione: la giovane, una ventenne di origine peruviana, era seduta sulla ringhiera del balcone con evidenti intenzioni suicidarie. L’uomo, che abita al primo piano dello stesso stabile, ha iniziato a parlarle, instaurando un dialogo durato circa 45 minuti nel tentativo di convincerla a desistere dal gesto estremo.
Nel frattempo altri condomini hanno notato la scena e hanno allertato il 118, i vigili del fuoco e la polizia. Durante il lungo colloquio la ragazza avrebbe più volte manifestato la propria disperazione, ripetendo «sono sola al mondo, non ho nessuno». In almeno un paio di occasioni avrebbe anche accennato al gesto di lasciarsi cadere nel vuoto.
Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, il vicino ha continuato a parlarle per mantenerla calma fino al momento decisivo. I vigili del fuoco e gli agenti sono riusciti a raggiungere l’appartamento adiacente e ad intervenire. La giovane aveva le caviglie incastrate nella ringhiera del balcone. Dopo aver forzato la porta dell’abitazione, i soccorritori l’hanno afferrata e messa in salvo.
Sul posto sono intervenuti anche una psicologa e un legale di una struttura di accoglienza dell’hinterland leccese che seguivano la ragazza, impegnata in un percorso di reinserimento sociale. L’episodio si è concluso tra gli applausi e le grida di incoraggiamento dei residenti, che per lunghi minuti sono rimasti col fiato sospeso durante le operazioni di soccorso.