BRINDISI – La delusione per l’eliminazione dai playoff nelle sfide con Verona è ancora lì, difficile da cancellare. Fa parte del bagaglio emotivo di una piazza che aveva immaginato un finale diverso e che invece si è ritrovata a fare i conti con un epilogo amaro. Ma proprio da quella ferita la Valtur Brindisi ha deciso di ripartire più motivata di prima.
La società biancoazzurra non ha perso tempo. Il nuovo corso è già iniziato con l’insediamento di coach Nicola Brienza e del direttore sportivo Giulio Iozzelli, due figure chiamate a guidare un progetto ambizioso e costruito con un obiettivo preciso: riportare Brindisi tra le protagoniste del basket italiano.
Le prime mosse raccontano una strategia chiara. La Valtur vuole ripartire da chi conosce già il peso della maglia, da chi ha vissuto le battaglie dell’ultima stagione e conserva ancora dentro la rabbia sportiva per un traguardo sfumato. Non è un caso che le conferme di Andrea Cinciarini e Tommaso Fantoma siano arrivate immediatamente. Due leader attorno ai quali costruire una squadra competitiva e pronta a recitare un ruolo da protagonista nella prossima Serie A2.
Subito dopo è arrivata la conferma di Gabriele Miani che sarà un altro punto fermo del nuovo roster che ha affermato: “Sin da subito ho detto alla società di voler rimanere e sono contento che il nuovo coach e il nuovo diesse abbiano ricambiato questa volontà” .
Dopo questo tris di conferme si attende quella di Aristide Mouaha. Per l’esterno camerunese di formazione italiana esiste una clausola d’uscita, ma le sensazioni portano verso una sua permanenza in biancoazzurro.
Un’eventualità che consentirebbe al club, insieme alle conferme già ufficiali, di mantenere continuità e identità, due aspetti fondamentali in un campionato duro ed equilibrato come la Serie A2.
La politica della società guidata dal presidente Marino sembra andare in una direzione precisa: conservare ciò che di buono è stato costruito e aggiungere qualità, esperienza e profondità per compiere il salto definitivo. Perché il valore di questo gruppo non è rappresentato soltanto dalle qualità tecniche, ma anche dalla conoscenza dell’ambiente e della categoria. Sono giocatori che sanno cosa significa affrontare le partite sporche e le difficoltà di un torneo che non concede nulla.
E soprattutto sono atleti che hanno ancora un conto aperto con il destino.
La sensazione è che la Valtur stia gettando fondamenta solide, senza inseguire rivoluzioni ma puntando sulla continuità e sulla fame di riscatto. Una miscela che può trasformarsi in carburante prezioso quando arriveranno i momenti decisivi della stagione.
La Valtur 2026-27 sta prendendo forma giorno dopo giorno. E mentre dirigenti e staff lavorano dietro le quinte per completare il mosaico, ai tifosi è concesso tornare a fare ciò che sanno fare meglio: sognare.
Perché il futuro, in fondo, è già cominciato.