BRINDISI – Rifiuti sversati in capannoni dismessi, terreni agricoli e persino in un’area protetta di Rosa Marina, nel Parco Regionale delle Dune Costiere. È il quadro emerso dall’operazione “Erebus”, che ha portato a 19 misure cautelari e ha coinvolto anche i coniugi brindisini Cosimo Roma e Manuela Milano, insieme alla loro azienda Bri.Ecologica. Solo pochi giorni fa per loro e altri cinque imputati era stato disposto il giudizio immediato nell’inchiesta sui presunti traffici di rifiuti dalla Puglia verso l’Est Europa.
Per Roma, la gip Ilaria Casu ha stabilito i domiciliari mentre Milano resta indagata a piede libero. Disposto anche un sequestro preventivo da 273 mila euro, cifra ritenuta il profitto degli sversamenti illeciti. Il meccanismo, secondo l’ordinanza di 468 pagine, era sempre lo stesso: risparmiare sullo smaltimento per aumentare i margini, scaricando i costi ambientali sul territorio.
Coordinata dalla Dda di Bari e condotta dal Noe, l’operazione prende il nome dal dio greco degli inferi: un richiamo simbolico a una Puglia trasformata in “discarica a cielo aperto”, come dichiarato dal procuratore Roberto Rossi. Due anni di indagini, camion monitorati, intercettazioni, sopralluoghi, 30 indagati e sei aziende coinvolte delineano un sistema semplice ma devastante: produttori che cedevano i rifiuti, destinatari compiacenti, intermediari e trasportatori privi di autorizzazioni.
I rifiuti speciali – pericolosi e non – secondo gli inquirenti non venivano smaltiti correttamente ma sversati, generando profitti per 2,3 milioni di euro su circa 3.500 tonnellate. Le documentazioni esistevano, ma risultavano falsate. Roma e Milano, per la Dda, avrebbero partecipato al circuito. Lui, interrogato, aveva negato ogni responsabilità, ma la gip ritiene il quadro indiziario solido.
Sono oltre dieci gli episodi contestati alla Bri.Ecologica: quasi tutti a Molfetta, in un capannone; uno a Rosa Marina, in agro di Ostuni, dove sarebbero stati abbandonati plastica, spugne, pvc e altri materiali in un’area tutelata del Parco delle Dune Costiere. Un tassello ulteriore di un sistema che, ancora una volta, ha ferito la Puglia.