LECCE- Due cortei separati e in contemporanea, nello stesso sabato, a Lecce: sono l’emblema della spaccatura profonda nel mondo agricolo salentino, che protesta per i disagi vissuti a causa del disseccamento degli olivi e del batterio Xylella fastidiosa.
Da un lato Coldiretti, con un corteo che partirà da piazza Carmelo Bene per giungere in piazza Sant’Oronzo e che goà oggi ha protestato davanti alla sede leccese della Regione. Dall’altro le sigle di Agrinsieme (CIA – Confagricoltura – Copagri e Alleanza delle Cooperative), che partiranno con 30 trattori dal mercato di Settelacquare per arrivare in piazza Mazzini.
“Coldiretti è l’unica responsabile della divisione e questa è una responsabilità di cui deve dare conto a tutto il Salento agricolo”, tuonano da Agrinsieme, per cui “ancora una volta la Coldiretti ha voluto distinguersi non sui contenuti ma ponendo quale unica pregiudiziale la richiesta di dimissioni dell’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia”. Pur critiche con lui su Psr e inefficienze dell’Osservatorio fitosanitario, le sigle di Agrinsieme ritengono che “fare una manifestazione per chiedere le dimissioni dell’assessore è un atto politico che non si concilia con le legittime richieste ed istanze peraltro condivise da tutte le organizzazioni agricole”. Il riferimento è al documento unitario del 22 febbraio. “La divisione tra le organizzazioni – continuano i dirigenti di Agrinsieme – è un atto incomprensibile per gli agricoltori e ha provocato l’abbandono dei sindacati dei lavoratori che inizialmente avevano dato l’assenso a partecipare, aderendo al contenuto della piattaforma”.