È stata confermata in Appello la condanna nei confronti dei genitori di Lucio Marzo, il reo confesso dell’omicidio della sedicenne Noemi Durini, avvenuto nelle campagne di Castrignano del Capo il 3 settembre 2017. La madre Rocchetta Rizzelli è stata condannata a sei mesi di reclusione, mentre il padre Biagio Marzo ad un anno. L’accusa nei loro confronti è di diffamazione aggravata a mezzo stampa.
Stando a quanto ricostruito nel corso del processo, i due avrebbero, in concorso fra loro e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, offeso la reputazione della 16enne uccisa dal figlio nel corso di tante trasmissioni televisive.
“Giustizia è fatta” affermano con forza gli avvocati Valentina Presicce e Flavio Santoro, legali della mamma della vittima Imma Rizzo.
“Il modo allusivo utilizzato da Biagio Marzo e Rizzelli Rocchetta per raccontare di comportamenti assunti da Noemi, di fatto mai verificatisi, al solo fine di denigrare l’immagine e la memoria di una ragazza di 16 anni, uccisa dal loro figlio è vergognoso. – spiega l’avvocato Valentina Presicce – I genitori di Lucio Marzo non hanno mai dimostrato alcun sentimento di pietà nei confronti di Noemi Durini, e hanno cercato, in tutti i modi, di giustificare il fatto criminoso commesso dal figlio infangando la sua memoria attraverso interviste televisive rilasciate ai principali programmi sulle più note reti nazionali”.
«Hanno sempre diffamato la memoria di mia figlia per giustificare il fatto criminoso commesso dal figlio – afferma Imma Rizzo – e oggi anche la Corte di Appello di Lecce mi ha dato ragione. I genitori di Lucio Marzo, invece di rimanere in silenzio, dopo l’omicidio di mia figlia, hanno cercato in tutti i modi di giustificare il gesto aberrante commesso dal figlio, arrivando addirittura a dire che mia figlia volesse ucciderli. Tutto questo è falso e infamante».