FOGGIA – 200mila euro di risarcimento nei confronti degli eredi di un ferroviere foggiano morto nel 2009, a causa di un mesotelioma sviluppato per esposizione all’amianto durante la sua attività lavorativa. È quanto dovrà corrispondere la Rete Ferroviaria Italiana, così come stabilito dalla Corte d’appello di Roma, che ha confermato la sentenza di primo grado del tribunale di Roma.
L’uomo, originario di Orta Nova ma residente a Foggia, aveva prestato servizio in ferrovia dal 1969 al 1971 con mansioni di operaio qualificato e aggiustatore meccanico, in strutture di fatto prive di aerazione e senza l’adozione di alcuna misura di sicurezza. L’origine professionale della malattia era stata fin da subito accertata dall’Inail. A darne notizia l’Osservatorio Nazionale Amianto.