LECCE- La musica si fa strada nel centro di Lecce, in una piazza mai così bella, vestita a festa. Alle 8.30 del mattino, la banda percorre le vie del cuore della città, come nella migliore delle tradizioni di paese. E lui, Sant’Oronzo, guarda dall’alto i festeggiamenti in suo onore.
Il sole fa luccicare gli ottoni ed è armonia di note, quelle dell’associazione culturale Terra D’Otranto, mentre la banda si presenta al sindaco Carlo Salvemini e al governo cittadino, ai piedi di Palazzo Carafa.
La banda, uno spettacolo insostituibile. Sarà la stessa formazione ad animare per le prime due serate piazza Gaetano Quarta, dinanzi Porta Rudiae, mentre il 26 agosto toccherà alla Città di Sava, assieme ai cantanti lirici, tenere il concerto sinfonico.
Il percorso tra turisti e cittadini è una cartolina di Lecce che ogni anno pare essere sempre nuova. Poi l’arrivo, tutti insieme, in piazza Duomo, per la presentazione al vescovo, Mons. Domenico D’Ambrosio, che quest’anno saluterà la città e andrà in pensione.
Un abbraccio tra istituzioni, per dare inizio alla tre giorni di festeggiamenti, tra sacro e profano, tra tradizione e devozione, nel nome del primo vescovo di Lecce, nato a Rudiae e decapitato poco fuori la città, nel luogo che porta volgarmente il nome di “La capu de Santu Ronzu”, nell’agosto del 68 d.C., eletto patrono di Lecce, assieme a San Giusto e Fortunato, al posto di Sant’Irene, nel 1658, dopo aver liberato – si dice – i leccesi dalla peste.